Buono a sapersi
cucinato da Mariateresa Marino    Venerdì 02 Ottobre 2009 07:13    Stampa E-mail
Pesci sì e pesci no: una guida di Slowfood

“Non è tutto buon pesce quel che riluce”. Concedeteci questa ardita parafrasi di un famoso detto popolare, ma è solo per invitarvi a leggere “Mangiamoli giusti”, interessante e preziosa guida realizzata da Slowfood Italia sulle specie ittiche da acquistare e quelle da preservare da una caccia spietata che ne mette a rischio la riproduzione. Il primo passo è fare una buona lista della spesa, seguendo quattro semplici regole: individuare il pescivendolo (se non ne abbiamo già uno di fiducia), scegliere pesci di stagione (ebbene sì, anche i pesci hanno un ciclo come la frutta e la verdura), sceglierli provenienti dalle nostre coste, cercare la giusta "taglia" e spendere meno.
Chiarite le regole, si passa alla spesa e a questo punto in pescheria conviene andare con la lista dei “pesci sì” e dei “pesci no”, almeno fino a quando non avremo acquisito e memorizzato le giuste informazioni. Nella guida, scaricabile sul sito www.slowfood.it, si può trovare il calendario stagionale delle specie ittiche e i codici numerici che invece indicano il Paese di provenienza dei prodotti pescati e che tante volte abbiamo ignorato o non compreso. Per esempio, il numero 21 indica pesce proveniente dall’Atlantico nord occidentale, il 37 dal Mar Mediterraneo, il 57 dall’Oceano indiano.
Sui “pesci no”, la guida è chiara: non acquistiamo salmone, tonno rosso, gamberi tropicali allevati, pesce spada, datteri di mare, bianchetti e attenzione a cernia bruna e merluzzo. La ragione? La maggior parte di queste specie sono in via di estinzione perché pescate in maniera intensiva, senza dar loro il tempo di crescere. Spesso poi molte di queste specie sono allevate con tecniche non sostenibili e non compatibili con il loro status naturale.
L’alternativa è riscoprire le “specie neglette”, come il buon pesce azzurro, così ricco e allo stesso tempo poco ingombrante per il nostro portafoglio: aguglia, sgombro, sugarello, palamita, pagello, cicerello, pesce pilota, pesce serra. Aggiungiamo pure le triglie e i pesci di acqua dolce, come le trote, adatte soprattutto ai bambini. E poi via libera ai molluschi come vongole, cozze e ostriche, i cui allevamenti sono tra i più sostenibili, perché non viene dato loro alcun tipo di mangime, ma il nutrimento è assicurato dalle sostanze ottenute dalla filtrazione dell’acqua.
Insomma, sta a noi consumatori fare la differenza. Una spesa responsabile non si esaurisce a tavola ma arriva dritta al cuore della natura.

 
cucinato da Barbara Favaron    Giovedì 16 Luglio 2009 00:00    Stampa E-mail
Idee per una "cucina ok a prezzo basso"
copertina_del_libro_Cucina_ok_a_prezzo_bassoSfince siciliane. Minestra di ceci al rosmarino. Baccalà stufato con la birra. Torta di pan posso. È un esempio di menu liberamente tratto dal volume “La cucina ok a prezzo basso - ricette e consigli per risparmiare tempo e denaro" (euro 13.90), edito da De Vecchi un paio d’anni fa e oggi ritornato prepotentemente in prima fila nel reparto “cucina” delle librerie. A scriverlo lo chef-insegnante Fabrizio Zago, docente alla Scuola della Cucina Italiana, e la giornalista Anna Prandoni, direttore dell’Istituto per la promozione della cultura alimentare di Milano.
Gli autori propongono soprattutto piatti della tradizione italiana – dalla polenta concia alla granita al caffè – e strizzano così l’occhio non solo a chi vuol contenere il budget in cucina ma anche a chi in cucina non ha una grande esperienza. Le ricette sono semplici, pratiche, veloci. Tutte corredate dall’immagine del piatto finito. Molto utili per chi deve pensare al pranzo e alla cena con la regolarità imposta dalla quotidianità e non ha molta fantasia in cucina. Davvero interessante anche la lunga introduzione, che spazia dai consigli per la scelta delle materie prime all’economia ecologica, con un interessante excursus sull’attrezzatura di base e l’orto domestico. Un regalo perfetto per le neo-sposine che amano il low cost.
 
cucinato da Barbara Favaron    Lunedì 29 Giugno 2009 07:42    Stampa E-mail
Un libro da leggere prima di fare la spesa...

copertina_Mangia_meglio_spendi_menoConsigli e ricette salvaeuro per una spesa più sana. È il tema conduttore di “Mangia meglio, spendi meno”, il nuovo libro di Ciro Vestita (Sperling & Kupfer, 18 euro), medico e protagonista della trasmissione Rai “La prova del cuoco”. Un libro da comprare, che tratta temi perfettamente in linea con la filosofia di CucinaEconomica.it.
Dal latte alla spina ai tagli di carne meno pregiati ma altrettanto saporiti, dal pesce azzurro ai legumi, Vestita prende per mano la massaia moderna e le spiega in modo chiaro e lineare dove è davvero conveniente e salutare comprare biologico (non solo frutta e verdura, ma anche il lievito di birra fresco) e quando si tratta invece di un’etichetta inutile, che serve solo a “giustificare” un prezzo più alto (per i pinoli e la farina di castagne, tanto per fare un esempio).
Ma non solo. Vestita illustra anche i vantaggi per la salute di una spesa intelligente:oltre a evitare intossicazioni e delusioni nel piatto, permette di contrastare patologie molto diffuse al giorno d’oggi come gastriti, coliti, allergie, stipsi, osteoporosi e colesterolo alto. Non manca poi una preziosa sezione di ben centoquaranta fantasiose ricette, tutte realizzate con materie prime rigorosamente low cost, che vede la collaborazione di chef del calibro di Nicola Batavia, Enrico Benedetti, Carmine Jovine, Franco Pellegrini, Luigi Pomata, Antonella Ricci e Vinod Sookar, Nicola Sciannamblo.

 
cucinato da Barbara Favaron    Giovedì 25 Giugno 2009 00:00    Stampa E-mail
Erbe in cucina: tutti i segreti in un corso
"Phytoalimurgia" è il titolo del corso tenuto da Ennio Belzuino, accompagnatore naturalistico e cuoco, proposto per domenica 28 giugno dal Parco naturale delle Alpi Marittime nell'incantevole San Giacomo di Entracque (Cuneo). Le erbe spontanee sono ottime alleate in cucina, ma il loro uso deve essere fatto sempre con grande cautela. Imparare a riconoscerle è basilare, così come scegliere il periodo migliore per la loro raccolta e cuocerle in modo adeguato.
Il corso prevede una passeggiata nei dintorni di San Giacomo di Entracque per riconoscere e raccogliere erbe spontanee, quindi la natura entrerà nel piatto. Con le piante raccolte i partecipanti potranno cimentarsi nella preparazione di una sfiziosa "merenda sinoira", in perfetta tradizione piemontese, da gustare in compagnia al campeggio "Sotto il faggio".
Altri corsi del genere si svolgeranno il 4 luglio a Palanfrè, il 12 luglio a Trinità di Entracque e il 22 agosto a Sant'Anna di Valdieri.
Per saperne di più: www.parcoalpimarittime.it.
Per iscrizioni contattare l'Ufficio turistico di Entracque (tel. 0171 978616).
 
cucinato da Mariateresa Marino    Giovedì 18 Giugno 2009 12:32    Stampa E-mail
Slow Food Italia per l'Abruzzo
Restituire la terra agli abruzzesi, ma non solo con la ricostruzione di case. Il terremoto del 5 e 6 aprile ha sconvolto anche i campi, gli allevamenti, le attività agricole e ricettive. Per recuperare e ridare fiducia alla cultura della terra e del cibo, Slow Food Italia ha lanciato due importanti progetti: “10 orti per 10 tendopoli” e un gruppo di acquisto solidale per aiutare i produttori abruzzesi.
Il primo progetto, partito poche settimane dopo il sisma, è stato realizzato in collaborazione con i tecnici del Parco del Gran Sasso e Monti della Laga. Gli orti sono stati già preparati e seminati nelle frazioni di Camarda, Paganica, Arischia, Onna, Pizzoli, San Felice d’Ocre, San Gregorio, Tempera, Castelnuovo e Collemaggio. Anziani, ragazzi e bambini delle tendopoli si sono ripresi la loro terra, salvando alcune colture e scambiando, come in un grande mercato collettivo, prodotti freschi e sani. Un simbolo di rinascita, ma anche un modo per rinsaldare i legami tra le famiglie.
Il secondo progetto, partito da poche settimane, ha già avuto un inaspettato successo. Molti gruppi di acquisto solidale sparsi per l’Italia hanno richiesto a undici aziende dell’aquilano prodotti di stagione, formaggi e conserve, permettendo così a piccole realtà agricole di riprendere la loro attività e di sopravvivere alla crisi post-terremoto. Fino ad oggi sono state raccolte centinaia di adesioni per un incasso complessivo di 40mila euro: una vera boccata d’ossigeno per l’economia rurale dell’Aquila.
A distanza di due mesi dal terremoto, infatti, il bilancio della produzione agroalimentare dell’Abruzzo è drammaticamente negativo. La domanda locale di prodotti del territorio è precipitata, almeno 30mila persone sono state alloggiate sulle coste, negli alberghi messi a disposizione dalla Protezione civile, nelle tendopoli e, ovviamente, gli esercizi commerciali e i locali sono inattivi così come si è bloccato il turismo del fine settimana inesistente.  Una situazione sta mettendo in ginocchio l’attività imprenditoriale di piccoli e medi allevatori e agricoltori. Dai presidi di Slow Food arrivano dati allarmanti che riguardano in particolare i produttori di formaggi della zona del Gran Sasso, dove Slow Food ha istituito il Presidio del Canestrato di Castel del Monte. Ma anche il Presidio della lenticchia di Santo Stefano di Sessanio, un borgo di un centinaio di abitanti, famoso per le piccole leguminose scure coltivate su terreni impervi, aveva subito uno stop improvviso. Fino a quando non è scattata la gara di solidarietà dei Gas a rimettere in moto oltre la metà delle aziende e buona parte dei presidi alimentari dei prodotti tipici.  
 
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